domenica 17 maggio 2009

Poker d'Assi

Giocare a poker è come essere in guerra.
I volti degli amici si fanno scuri, incazzati, impenetrabili. Ogni fallo del tuo avversario diventa il momento propizio per attaccarlo e ogni tuo fallo diventa il momento propizio per battere in ritirata e lasciare che sul campo a venire inghiottite siano solo poche fish.
Delle volte si è convinti fino allo svenimento che ormai quella partita è tua, ma basta una mano, una soltanto, per vedere crollare tutte quante le torri di fish  schierate davanti ai tuoi occhi.
Ci sono volte in cui si perde con un poker di jack tra indice e pollice,  ci sono volte in cui si può riuscire a vincere anche con una coppia di sette, ci sono volte in cui il bluff non affonda il colpo e si rimane come un bambino a cui hanno appena tolto il ciuccio di bocca, ci sono volte in cui la notte rende il  tavolo magico e si riesce a percepire lungo le volute di fumo del posacenere il mistero della razionalità umana: e tutto ciò è maledettamente snervante, meraviglioso e adrenalinico al contempo.

Chi gioca a poker solo per i soldi è come quei vecchi che bevono vino solo per ubriacarsi senza apprezzarne il sapore.


Questo era un omaggio a noi quattro pokeristi delle notti di Laputa.




sabato 16 maggio 2009

Partenza dalla piattaforma "BadTrip"

Ci hanno rinchiusi in una gabbia e hanno mutato i nostri dei in bisturi e bombe atomiche; ci hanno rifornito di tutto il cibo di cui abbiamo bisogno per le nostre prossime 40 vite; ci hanno convinti che basta una scopata e un salto in discoteca per essere felici, che l'arte è per gli sfigati e la scienza idem (e solo pochi eletti possono maneggiare la sua potenza al servizio del potere); ci hanno protetto dai microbi e dai virus e ci hanno lasciati vulnerabili alla loro propaganda subdola e martellante...Perché?

Io non lo so, non so nemmeno se tutto quello che ho scritto fino adesso sia vero oppure no, ma in fondo è questa la caratterisitica principale della mia generazione: "dubbio, paura e insicurezza" è il nostro marchio.

Navighiamo senza meta in un mondo privo di passato o futuro, non sappiamo contro cosa lottare perché è il vutoto il nostro nemico e siamo come palline da biliardo su un tavolo da ping pong: privi di un obbiettivo il nostro unico destino sembra essere il baratro.

Allora "papi", che facciamo? Me la dai tu 'sta benedetta risposta?

Anzi no, lascia perdere: non ti crederei comunque.